08/12/2010
insonnia
non riesco a dormire. e quando non riesco a dormire, ho bisogno di scrivere. non sapevo dove andare e sono tornata qui, in questo posto abbandonato mesi fa per la mia solita incostanza.
i difetti ci inseguono. a volte ce ne dimentichiamo, ma loro rimangono lì pronti a venire a galla alla prima occasione. e non sto parlando dell'incostanza.
questa notte non dormo perché avrei tanta voglia di mandare affanculo una persona. una di quelle persone (con cui purtroppo devi convivere) così fastidiose che ad un certo punto arrivano ad irritarti per nulla, anche solo guardarle in faccia ti fa travasare la bile. sarebbe una gran liberazione sfogarmi, ma non posso farlo. non per le conseguenze, o per il quieto vivere o per chissà quale motivo. è che cerco di combattere uno di quei difetti che se ne sta lì pronto a venire a galla. lo sfanculamento improvviso, quello che dall'esterno non sembra avere ragioni e che fa credere alla gente che tu sia stressata e che l'hai "buttata di fuori". lo sfanculamento inutile. mi sento sconfitta, quando cedo così ai miei istinti più bassi e non cerco di usare la diplomazia per risolvere le cose. allora, per non provare quella sensazione di sconfitta, mi tengo qui il mio vaffanculo. so che non durerà, che non riuscirò a tenermi il sassolino nella scarpa a lungo. prima o poi esploderò. è nella mia natura.
03:05 Scritto da: labubette in a volte penso | Link permanente | Commenti (4)
23/07/2010
la prossima volta, quando mi licenzi, almeno avvisa
anche se potrebbe sembrare il contrario, non sono in ferie, sono in aspettativa (non pagata) da metà giugno, poiché una piscina coperta d'estate non ha ragione di rimanere aperta al pubblico. avrei un contratto fino a febbraio ma, a settembre, il mio posto di lavoro non sarà più lì ad attendermi. oggi, una collega mi ha chiamata per avvisarmi del fatto che il nostro datore di lavoro chiude baracca. vorrei sottolineare che lui, il capo, non si è nemmeno degnato di fare una telefonata. l'avevo detto dal nostro primo incontro che quel tipo non mi piaceva. e non mi è piaciuto nemmeno nei mesi a seguire, per tutto il periodo in cui ho lavorato per lui. e ora? eh, ora dovrò reinventare me e la mia vita. come sempre, del resto. com'è per i tanti precari da un po' di anni a questa parte. potrei rivalutare l'idea di iscrivermi all'università, come medito ormai da un paio d'anni. potrei tirare fuori i sogni dai vari cassetti e cercare di realizzarne almeno uno. potrei mettermi in proprio, o emigrare, o semplicemente cercarmi un altro lavoro e farmi prendere in giro per l'ennesima volta. per il momento, fra circa sei ore partirò per la croazia e in culo il lavoro e il futuro.
22:10 Scritto da: labubette in a volte la vedo male | Link permanente | Commenti (5)
22/07/2010
la bandabardò bardò
ieri sera sono stata al concerto della bandabardò e prima dell'imprecisato numero di birre che ho bevuto, ho pensato che oggi avrei dovuto scrivere di quella serata. della musica e del caldo, delle zanzare, del ballare e cantare e sudare col sorriso, del saltare tutti insieme, degli amici, dei discorsi che vengono fuori senza freni e senza pudore quando bevi troppo, del chiedere a qualcuno che non conosci come si chiama il dio del fuoco, del limonare duro con il mio uomo come se avessimo avuto solo quella serata per stare insieme, del fatto che a milano sono finite le stelle. poi però mi sono decisamente ubriacata e non ricordo di preciso cosa avrei voluto dire.
17:47 Scritto da: labubette in a volte faccio cose | Link permanente | Commenti (0)

